Verso il Fit for 55 Package. ReFuelEU Aviation e FuelEU Maritime: gli strumenti per incentivare l’utilizzo di carburanti sostenibili nel settore aereo e marittimo

 

Utilizzare carburanti che abbiano un impatto ambientale sempre più contenuto è una delle sfide principali che compongono l’obiettivo di decarbonizzazione dei trasporti a cui mira il pacchetto legislativo europeo Fit for 55. Per questo, la proposta della Commissione prevede l’introduzione di due regolamenti che introducono regole armonizzate tra gli Stati Membri per incentivare l’utilizzo di carburanti sostenibili nel trasporto aereo e marittimo, il cui lavoro di adozione sarà gestito dalla Commissione TRAN del Parlamento Europeo dopo l’azione di una posizione da parte del Consiglio dell’Unione Europea. 

La proposta della Commissione per il trasporto aereo – RefuelEU Aviation – prevede un sistema di introduzione graduale di quote minime di carburante sostenibile, SAF (Sustainable Aviation Fuel) da utilizzare obbligatoriamente nelle forniture aeree secondo il seguente schema:

  • 2% entro il 2025
  • 5% entro il 2030, con una quota minima dello 0,7% di carburante sintetico
  • 20% entro il 2035, con una quota minima del 5% di carburante sintetico
  • 32% entro il 2040, con una quota minima dell’8% di carburante sintetico
  • 38% entro il 2045, con una quota minima dell’11% di carburante sintetico
  • 63% entro il 2050, con una quota minima del 28% di carburante sintetico.

Secondo la proposta della Commissione, gli operatori aerei e i fornitori di carburante per l’aviazione dovranno comunicare all’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA) la quantità di carburante utilizzato e fornito. Per garantire una corretta applicazione della normativa ed evitare il cosiddetto “fuel tankering” – il rifornimento in aeroporti extra UE con requisiti meno rigorosi sui carburanti – la proposta della Commissione prevede, inoltre, che gli operatori aerei prelevino almeno il 90% del carburante di cui si riforniscono in un anno in un determinato aeroporto dell’Unione Europea.

Occorre sottolineare che, ad oggi, i SAF sono solo lo 0,05% dei carburanti utilizzati nel settore del trasporto aereo. Per questo, la Commissione ha previsto un periodo di transizione fino al 21 dicembre 2029: fino a questa data il rispetto dei requisiti per la produzione e l’utilizzo delle miscele sarà misurato come media ponderata su tutte le operazioni di fornitura realizzate in tutti gli aeroporti dell’Unione; dal 2030, invece, l’obiettivo dovrà essere raggiunto in tutti i singoli aeroporti in cui i fornitori operano. La proposta così strutturata dovrebbe portare a una riduzione significativa delle emissioni di CO2 nel settore dell’aviazione, circa il 60% entro il 2050.

Resta aperto il nodo degli incentivi: le compagnie aeree hanno espresso, infatti, alcune perplessità rispetto al vincolo dell’utilizzo di quote di carburante sostenibili e chiedono maggiori forme di sostegno per la produzione e la ricerca di SAF e altre tipologie di combustibili a basso impatto ambientale.

Per quanto riguarda, invece, il settore shipping la proposta della Commissione – FuelEU Maritime – stabilisce limiti sull’intensità di emissioni di gas a effetto serra prodotte nelle operazioni di trasporto via mare.

Lo schema graduale di riduzioni è determinato rispetto all’intensità media di gas serra prodotta dalle imbarcazioni nel 2020 ed è il seguente:

  • – 2% entro il 2025
  • – 6% entro il 2030
  • – 13% entro il 2035
  • – 26% entro il 2040
  • – 59% entro il 2045
  • – 75% entro il 2050

La proposta della Commissione segue in questo caso un approccio neutrale dal punto di vista tecnologico, incentivando l’utilizzo di tutti i carburanti rinnovabili e a basse emissioni di carbonio: i biocarburanti liquidi, il gas decarbonizzato (compreso il bio-LNG e l’e-gas), l’idrogeno decarbonizzato, i carburanti derivati dall’idrogeno (compresi metanolo e ammoniaca) e i sistemi ad elettricità.

Il regolamento sarà applicato a tutte le imbarcazioni di portata superiore ai 5000 teu, indipendentemente dalla bandiera secondo lo stesso schema di applicazione dell’Emission Trading System: 100% delle emissioni prodotte dalle navi in ormeggio presso i porti dell’Unione Europea e dalle tratte intra-UE e 50% per le tratte extra-UE (che iniziano o terminano in un porto al di fuori dell’Unione Europea). Le compagnie di navigazione saranno dunque tenute a elaborare piani di monitoraggio per ciascuna imbarcazione della propria flotta e a sottoporre questa documentazione a enti verificatori accreditati dagli Stati Membri per il rilascio di certificati di conformità “FuelEU”.

La Commissione prevede in questo modo di aumentare in modo soddisfacente (oltre il 20%) la penetrazione nel settore del trasporto marittimo di nuove tecnologie ad oggi inutilizzate quali la propulsione elettrica e la alimentazione da celle a combustibile.

Le compagnie armatoriali hanno accolto con favore la scelta dell’approccio di neutralità tecnologica, anche se avrebbero preferito che il sistema fosse posto in capo ai fornitori di carburanti. Un punto particolarmente delicato è il potenziale aumento dei livelli di noli marittimi su cui gli armatori potrebbero scaricare parte dei costi derivanti dai processi di decarbonizzazione dei carburanti. La Commissione appare ottimista e prevede un aumento massimo del +2.5% dei noli entro il 2030.

Anche la nostra federazione europea, CLECAT, ha appoggiato la scelta dell’approccio di neutralità tecnologica e fondato sulle peculiarità delle diverse modalità di trasporto e ha sottolineato, inoltre, come finanziamenti adeguati – sia pubblici che privati – sono imprescindibili per garantire ricerca e sviluppo su combustibili a basso impatto ambientale e la realizzazione di soluzioni infrastrutturali adeguate alle nuove modalità di rifornimento per i settori del trasporto aereo e marittimo.