“Lo sviluppo infrastrutturale del Paese. Le scelte del mondo economico”

Gli interventi del Presidente Pitto e del Presidente Albertini all’evento di Unioncamere a Roma il 18 gennaio

 

Il 18 e 19 gennaio a Roma si è tenuta una due giorni di tavole rotonde organizzata da Unioncamere e Uniontrasporti.

L’evento è posto a conclusione di un’iniziativa che ha coinvolto tutte le regioni italiane, voluto da Unioncamere per rilanciare il ruolo strategico giocato dallo sviluppo infrastrutturale per la crescita del Paese. La coscienza che una mobilità dei passeggeri e delle merci efficace ed efficiente è un elemento di vitale importanza per lo sviluppo economico dei territori e la competitività delle imprese ha portato, infatti, Unioncamere a intraprendere un percorso fatto di momenti di confronto e concertazione con tutti gli stakeholder su base regionale per individuare le opere strategiche da realizzare territorio per territorio.

La due giorni ha visto partecipare il Presidente Fedespedi, Alessandro Pitto e il Presidente Anama, Alessandro Albertini.

Il panel di apertura dedicato al trasporto su strada ha visto il nostro Presidente, Alessandro Pitto, confrontarsi con i rappresentanti dell’autotrasporto e delle reti stradali e autostradali.

Nel suo intervento, dopo aver dato merito all’iniziativa di Uniontrasporti di realizzare dei quaderni con le priorità infrastrutturali necessarie per lo sviluppo del nostro Paese, ha sottolineato come ai problemi attuali dati dalla recente pandemia e dal conflitto russo-ucraino attualmente in corso si aggiungono problematiche di lungo corso come il caro carburanti o la mancanza di una rete di aree di sosta adeguate.

Con riferimento al tema della  carenza di autisti il Presidente ha evidenziato che si tratta di un problema demografico e di gender gap: in  Europa solo 3% delle autiste è donna, mentre negli USA il dato è  7%. In Italia, inoltre, più del 35% degli autisti ha superato i 50 anni d’età: “A rendere poco attrattivo il settore non c’è solo il problema salariale, da dopo la pandemia i lavoratori sono estremamente attenti e selettivi. C’è bisogno di “svecchiare” la visione che i giovani hanno di questa professione, troppo spesso legata a stereotipi del passato. Ma occorre anche intervenire sulle infrastrutture e prevedere aree di sosta sicure e che offrano servizi adeguati alle soste degli autisti. La carenza di aree adeguate non riguarda solo l’Italia ma l’intera Europa. L’altro aspetto sul quale intervenire è la riduzione dei tempi di attesa e questo si può fare sin da subito intervenendo sulla digitalizzazione e ottimizzando le piattaforme che consentano di pianificare e organizzare meglio il flusso e la circolazione delle merci. Un altro elemento chiave è la formazione che attualmente è in mano solo ai privati. Occorre un intervento del pubblico affinché i giovani possano iniziare a formarsi anche nel percorso scolastico e conoscere il mondo della logistica.”

Nel corso della mattina è intervenuto, inoltre, l Presidente di ANAMA, Alessandro Albertini, che nella sessione dedicato alle peculiarità del cargo aereo ha sottolineato l’importanza di questa modalità e il gap che sconta nei confronti degli aeroporti europei, rimarcando come il 30% delle merci italiane passa attraverso gli aeroporti dei Paesi a noi confinanti: “il cargo aereo passa sia sui voli passeggeri che sui voli cargo. Per quanto riguarda i voli passeggeri per il traffico merci sono di rilevante importanza gli aeroporti di Roma, Milano e Venezia. Malpensa è, invece, l’aeroporto cargo di riferimento per il Sistema Italia ma ha il potenziale per diventare un HUB strategico per il sud Europa per il trasporto merci. Per far sì che ciò avvenga è necessario che Malpensa faccia dei grossi investimenti dal punto di vista strutturale e dal punto di vista di efficienza del sistema. Si dovrà creare veramente un polo logistico che faccia convivere spedizionieri e operatori.  In merito all’efficienza di sistema non dobbiamo puntare il dito sulle PA ma anche noi privati siamo stati parte del problema. Come ANAMA ci siamo presi l’impegno di accompagnare le imprese di spedizione ad utilizzare i sistemi cargo community system operativa in modo da colmare il gap nei confronti degli altri Paesi Europei. Altri upgrade da effettuare: la realizzazione dei corridoi doganali aerei, il superamento del doppio riscontro con la guardia di finanza e l’attivazione concreta  del Sudoco”. 

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