La prova di origine nell’Accordo UE-Vietnam: il sistema Rex

 

A cura dell’Avv. Sara Armella

 

Il 1° agosto 2020 entrerà in vigore l’Accordo di libero scambio tra l’Unione europea e il Vietnam (c.d. EVFTA). L’obiettivo principale dell’intesa è quello di ridurre progressivamente le tariffe sulle rispettive importazioni: le parti hanno previsto l’abolizione di circa il 70% dei dazi, che saranno poi quasi totalmente azzerati nell’arco dei prossimi 7 anni. Tali agevolazioni riguardano principalmente il settore della meccanica, degli autoveicoli, i prodotti farmaceutici, gli articoli tessili, nonché la filiera agroalimentare.

Per poter beneficiare del trattamento tariffario preferenziale previsto dall’Accordo, gli esportatori dell’Unione europea dovranno dichiarare l’origine dei loro prodotti attraverso il sistema Rex. Lo ha chiarito la Comunicazione 2020/C 196/06, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea lo scorso 11 giugno.

Inizialmente, l’art. 15 del Protocollo 1, allegato all’Accordo, aveva previsto altre modalità di attestazione dell’origine preferenziale: l’esportatore europeo avrebbe dovuto utilizzare il certificato di origine Eur.1 oppure, se dotato di status di esportatore autorizzato o di esportatore registrato, avrebbe potuto attestare l’origine della merce direttamente in fattura.

Tuttavia, è lo stesso art. 15 a prevedere la portata provvisoria di tali alternative, in attesa di una nuova posizione delle istituzioni europee.

La Comunicazione dell’11 giugno ha così ristretto i margini d’azione degli operatori e ha specificato che la prova dell’origine preferenziale per le esportazioni Ue in Vietnam potrà avvenire unicamente mediante dichiarazione su fattura compilata da un esportatore che risulti registrato alla banca dati elettronica Rex. Si tratta di un database, gestito dalla Commissione europea, in vigore dal 1° gennaio 2017, che consente di autocertificare l’origine preferenziale sotto la propria responsabilità.

Tale sistema mira al superamento dei sistemi di certificazione cartacea in favore del criterio di affidabilità del produttore ed è già stato adottato anche nei più recenti Accordi di libero scambio conclusi dall’Unione europea (CETA con il Canada e Jefta con il Giappone).

Gli operatori Ue che si sono già registrati in passato al sistema dovranno utilizzare il numero Rex che è stato loro assegnato.