Il “sistema” della logistica nel lockdown e il futuro della filiera costruito su digitalizzazione e infrastrutture

 

I temi al centro dell’Agorà 2020, della relazione del Presidente Nicolini e del dialogo confederale con le istituzioni

 

Ieri, 23 settembre, si è tenuta l’Agorà 2020, l’Assemblea Pubblica annuale di Confetra che quest’anno è stata organizzata in versione digitale per rendere possibile un’ampia partecipazione all’evento nel rispetto delle misure sanitarie perché “ci manca la nostra socialità. Ci manca in generale, e ci manca quella della nostra comunità.

È con questa riflessione sulla diversità dell’edizione 2020 che il Presidente di Confetra, Guido Nicolini, ha aperto i lavori dell’Assemblea, ricordando così l’eccezionalità del momento storico in atto e le criticità e opportunità che ne conseguono. Da una parte la crisi Covid ha impattato pesantemente – e impatta ancora oggi – sul tessuto economico mondiale e nazionale e sulla tenuta sociale, dall’altra ha aperto una fase di ripensamento delle nostre società unica nella storia recente.

La ripartenza del tessuto produttivo italiano è il tema su cui si è focalizzato il dibattito a partire dall’accordo europeo sul Recovery Fund, una ripartenza che non può coincidere con il ritorno alla normalità ma che è un’occasione di cambiamento e crescita irrinunciabile per il mondo imprenditoriale e nello specifico per le imprese della filiera logistica.

Il Presidente di Nicoli ha affermato: Al Paese non basterà fare uno sforzo immane per tornare ai livelli pre–Covid, perché essi erano già livelli di crisi e sostanziale stagnazione. Il Paese deve sfruttare tale drammatica fase storica per riprogettarsi integralmente. Gli oltre 200 miliardi del Recovery Plan Nazionale dovranno servire a ripensare i fondamentali economici, produttivi, sociali, la struttura amministrativa, quella fiscale e di finanza pubblica del Paese.”

La modalità operativa è quella del “fare sistema” come espresso dal Presidente Nicolini e dal Segretario della CGIL Maurizio Landini, nella consapevolezza che senza logistica non c’è manifattura e export del Made in Italy e che quindi l’industria logistica tutta e l’insieme delle filiere del Paese sono chiamate a un ripensamento organico del tessuto economico del Paese.

Il “sistema” è stato, infatti, protagonista dell’evento in cui si sono succeduti – tra gli altri – gli interventi del Presidente di Fedespedi, Vicepresidente Vicario di Confetra Silvia Moretto e del Presidente di Anama, Alessandro Albertini che hanno posto le priorità su questa fase e interrogativi agli interlocutori istituzionali.

Il Presidente Moretto è intervenuto con due domande sul cronoprogramma dell’attuazione del Piano Italia Veloce e le modalità con cui il Governo sta lavorando al tema della digitalizzazione. Come ha ricordato il Presidente Moretto, infatti “il nostro Paese si posiziona tra gli ultimi posti in Europa per investimenti in digitalizzazione e utilizzo del cloud e il Recovery Fund può essere l’occasione per colmare questo gap”. Sul punto è intervenuto anche il Presidente di Anama, Albertini sottolineando “l’opportunità unica che oggi abbiamo come Paese per investire in digitalizzazione per rendere più fluidi e snelli i processi logistici, agevolando lo scambio delle merci in una realtà complessa come quella della logistica in cui è necessario mettere in rete una pluralità di soggetti pubblici e privati”.

Il Ministro per gli Affari Europei Enzo Amendola ha garantito l’impegno del Governo sul dossier della digitalizzazione aprendo al ruolo delle associazioni di categoria e di interlocuzione con i Ministeri. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha aggiunto che la priorità sarà data a investimenti per la transizione tecnologica delle piccole e medie imprese. Queste realtà rappresentano, infatti, la forza del tessuto imprenditoriale italiano ma trovano spesso ostacoli nell’accedere ai sistemi di innovazione anche a causa di dinamiche di costo.

Il Ministro ha inoltre evidenziato che la ripartenza non sarà completamente assorbita dalla progettualità e dai fondi del Recovery Plan, bensì questa fase e il piano europeo sono il solo primo step di un processo di rigenerazione che richiederà alcuni anni di lavoro. In questo senso, De Micheli si espressa anche sulle tempistiche di attuazione del piano infrastrutturale, affermando con realismo che la realizzazione delle opere individuate sarà distribuita lungo un arco temporale di circa 5 anni. Il lavoro sulla connessione italiana sarà, dunque, oggetto di una pianificazione graduale nel rispetto dei principi della sostenibilità e della cantierabilità.