Il Presidente Moretto allo SMI 2020: “Fattore tempo decisivo per la competitività del Sistema Paese. Puntare sulla connettività”.

 

Sostenibilità non più semplice leva di marketing ma asset strategico sul quale le imprese devono investire sul lungo termine

 

Oggi, 31 gennaio 2020, il nostro Presidente, Silvia Moretto, ha aperto la sessione conclusiva della IV edizione della Shipping Forwarding & Logistics meet Industry presso la sede di Assolombarda a Milano.

Ecco i passaggi principali del suo intervento:

La logistica sta ridisegnando le mappe geopolitiche del mondo e l’Italia non può permettersi di rimanere defilata se vuole continuare a contare a livello internazionale. Due sono le sfide da vincere.

La connettività: la capacità di un bene di arrivare al consumatore oggi è importante quanto il bene stesso. Questa capacità dipende dalla qualità delle infrastrutture, materiali e immateriali, e dalla qualità dei servizi alla merce. Il Logistic Performance Index 2018 ci vede in 19^ posizione, ma tutti i Paesi europei ‘benchmark’ dell’Italia fanno meglio di noi. È tempo di agire e investire, come sistema Paese, per accorciare questo gap, altrimenti rischiamo di essere declassati da centro a periferia. Un esempio: la media dei tempi di transito nei porti italiani in import è di 4 giorni, nei Paesi Bassi è di 1 giorno, in Germania di 2.

La sostenibilità: la logistica è esposta su questo tema, perché trasporto e stoccaggio della merce è un’attività che produce emissioni di CO2, consumo di suolo, rifiuti da smaltire. Dunque credo che la sostenibilità non debba più essere utilizzata dalle imprese solo come leva di marketing, ma debba entrare a far parte della strategia aziendale con investimenti a lungo termine. La logistica ha il compito di puntare sulla ricerca di soluzioni modali a basso impatto ambientale – come lo shift modale, il rinnovamento delle flotte veicolari, forme di compensazione alle emissioni e dematerializzazione delle procedure. Tuttavia non basta. Occorre far capire ai consumatori finali che non tutti i modelli distributivi sono sostenibili e che tutte le scelte logistiche e di consumo hanno un costo anche ambientale. Prendiamo ad esempio cosa è successo a Natale in Italia: sono stati spediti tramite e-commerce 50 milioni di pacchi, che sono 15.000 tonnellate di cartone (circa 220.000 alberi). Occorre considerare, inoltre, che la media dei resi oscilla tra il 15% e il 30% (a seconda della categoria merceologica), dei quali il 10% viene distrutto, e che la consegna in 24 ore – della quale nessuno sembra più poter fare a meno – ha un impatto ambientale 5 volte superiore a quella in una settimana. Vi lascio con una domanda: tutto questo è davvero sostenibile?

Scarica le slide dell’Intervento del Presidente di Fedespedi, Silvia Moretto, allo SMI2020.