Flessibilità e capacità di resilienza sono nel DNA degli spedizionieri”, il Vicepresidente Scarpa a NSW

 

L’intervento nel corso della sessione dedicata all’impatto della pandemia sul settore dello shipping

 

Il Vicepresidente Fedespedi con delega allo shipping, Andrea Scarpa, è intervenuto oggi nella giornata conclusiva dei lavori della Naples Shipping Week alla Main Conference nella sessione “Pandemic Shipping”, dedicata all’impatto della pandemia sul settore.

Il Vicepresidente Scarpa ha evidenziato la capacità delle imprese di spedizioni di adattarsi a uno scenario complesso in cui l’emergenza sanitaria ha acuito le difficoltà in termini di competizione tra i player.

Ecco i passaggi principali:

“La parola “resilienza”, ormai sulla bocca di tutti, è per noi un must. La nostra è una categoria che ha da sempre questo approccio, siamo ammortizzatori tra i clienti e le compagnie di navigazione, abituati a fare da tramite tra questi due soggetti. La flessibilità e la resilienza sono, dunque, nel nostro DNA e sono i nostri punti di forza. Quello che come Fedespedi abbiamo sempre cercato di fare è fare squadra e pensare in grande preservando la dimensione medio-piccola delle nostre imprese, perché il futuro è la competizione con i grandi player globali.

Questo e le difficoltà che ne derivano sono state evidenti in questi mesi di crisi. Nel settore dello shipping, in particolare, grazie alle blank sailing, le compagnie di navigazione sono riuscite a mantenere alto il livello dei noli in una congiuntura di contrazione del commercio internazionale e del traffico container a livello globale. Le shipping line operano in tre alleanze principali grazie all’esenzione delle regole antitrust europee e riescono, dunque, a controllare il mercato. Nel corso dell’emergenza hanno operato cancellando i contratti in essere con gli spedizionieri per spingerli verso le procedure automatizzate di prenotazione container, eliminando il ruolo della contrattazione.

La priorità per gli spedizionieri è mantenere la propria competitività. Fondamentale per questo sarebbe attuare veri processi di snellimento burocratico, senza i quali sono danneggiate le imprese di spedizioni e gli hub portuali italiani che subiscono perdite di traffico a favore dei porti del Nord Europa, dove le procedure di controllo e sdoganamento sono più veloci ed efficienti. L’attuazione del Sudoco – che chiediamo da anni – ci consentirebbe di riportare i traffici nei nostri nodi logistici e rafforzare il nostro ruolo nel trasporto merci via mare.”