Fit for 55 Package: 12 misure UE per ridurre del 55% le emissioni a effetto serra entro il 2030

Trasporti in primo piano: chiesta riduzione del 90% delle emissioni inquinanti entro il 2050

 

Tagliare le emissioni di CO2 e dei gas “a effetto serra” del 55% entro il 2030 (rispetto ai livelli di emissioni del 1990): questo l’obiettivo dell’ambizioso pacchetto legislativo presentato il 14 luglio scorso dalla Commissione Europea e che inizia ora il suo iter legislativo.

Il “Fit for 55 Package” si compone di 12 misure: strumenti normativi attraverso cui l’Unione Europea mira a diventare il primo continente carbon neutral entro il 2050 – come previsto dal “Green Deal” – potenziando al tempo stesso la competitività e la resilienza delle economie degli Stati Membri. Le 12 misure, novità legislative o modifiche a normative esistenti, toccano da vicino il settore dei trasporti che dovrebbe raggiungere il taglio del 90% delle proprie emissioni inquinanti entro il 2050.

La portata “internazionale” della rivoluzione green emerge chiaramente nel documento di presentazione della Commissione Europea che ha confermato il proprio impegno a dialogare nelle sedi internazionali del G7, G20 e della COP26 – Climate Change Conference of the Parties delle Nazioni Unite (che si terrà a novembre 2021) per la massima condivisione degli obiettivi europei.

Nel pacchetto è prevista, infatti, una misura volta a tutelare gli sforzi degli Stati Membri e incentivare i Paesi extra-UE ad introdurre target di sostenibilità analoghi a quelli europei: è il cosiddetto CBAM – Carbon Border Adjustment Mechanism che, in conformità delle regole dell’Organizzazione Internazionale del Commercio, prevederà un sovraprezzo per le importazioni extra-UE che non rispettano le regole europee sulle emissioni: un sistema di “dazi ambientali” che sarà implementato gradualmente entro il 2030 a partire dai settori del cemento, ferro, acciaio, alluminio, fertilizzanti e elettricità.

Sulla necessità di copertura a livello internazionale del pacchetto legislativo si è espressa anche la nostra federazione europea CLECAT, contraria alla scelta di includere solo il 50% delle tratte internazionali del trasporto marittimo nel sistema europeo di scambio delle quote inquinanti (ETS – Emission Trading System) che il “Fit for 55’” estende al settore dei trasporti via mare, aereo e su strada. Sullo schema legislativo il CLECAT ha espresso una generale soddisfazione, auspicando che nella realizzazione delle misure si prevedano incentivi in tecnologia e innovazione per garantire la concreta applicazione del pacchetto senza gravare sulle imprese e su interi settori economici (Per leggere la prima nota di commento diffusa dal CLECAT, clicca qui.)

Oltre alle misure sull’utilizzo dei carburanti green, sul potenziamento dell’energie rinnovabili e sull’efficientamento energetico e ai piani per la realizzazione di infrastrutture sostenibili, la Commissione ha previsto la costituzione del Social Climate Fund, un piano finanziato dal bilancio dell’Unione da oltre 70 miliardi di euro per il periodo 2025-2032 con l’obiettivo di assegnare finanziamenti specifici agli Stati UE per investire in energia e combustibili green e tutelare le imprese che saranno chiamate a un impegno straordinario per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità.

Queste le parole con cui il Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato il “Fit for 55’ Package”: “The fossil fuel economy has reached its limits. We want to leave the next generation a healthy planet as well as good jobs and growth that does not hurt our nature. The European Green Deal is our growth strategy that is moving towards a decarbonised economy. Europe was the first continent to declare to be climate neutral in 2050, and now we are the very first ones to put a concrete roadmap on the table. Europe walks the talk on climate policies through innovation, investment and social compensation”