FIATA e CLECAT chiedono all’OECD di includere i servizi logistici nella Global Minimum Tax, limitando l’esenzione per lo shipping alle sole attività port-to-port

 

Dopo Fedespedi, anche CLECAT e FIATA fanno sentire la loro voce con un comunicato congiunto e chiedono con forza che l’esenzione dalla Global Minimum Tax richiesta e ottenuta dallo shipping sia limitata alle attività port-to-port, svolte a mare, e non valga invece per le attività logistiche o door-to-door, svolte a terra.

This would mean that freight forwarders, logistics service providers and terminal operators would be required to pay taxes for the same activities that shipping lines could offer tax-exempt or partially tax-exempt. This would further distort competition in the maritime logistics supply chain and would weaken the very purpose of the new OECD – OCDE proposals. In particular, it would have a detrimental impact on small and medium-sized companies (SMEs), who already suffer today from the ongoing disruptions in the maritime supply chain and the dominant position of the shipping companies, noting ongoing disruptions and calls for greater transparency in the rising charges levied by shipping lines”.

L’obiettivo finale è chiedere ai Ministri delle Finanze – che sono chiamati in questi giorni, durante i lavori del G20 Economia a Venezia, a trovare un’intesa politica sulla riforma della tassazione delle multinazionali – di porre grande attenzione su questo tema. Via mare viaggia il 90% delle merci, una supply chain – come ricordato dalla nostra Presidente, Silvia Moretto – dominata da pochi player concentrati in tre grandi Alleanze che già godono di regimi fiscali agevolati, aiuti di Stato e parziale esenzione dalle norme antitrust UE (CBER) ha già portato a una riduzione drastica della possibilità di scelta e della qualità del servizio reso, danneggiando intere filiere produttive e rischiando di rallentare la ripresa economica di molte aree geografiche.