Brexit, l’autocertificazione azzera i dazi

 

A cura dell’Avv. Sara Armella

 

Autocertificazione dell’esportatore italiano per fruire dell’azzeramento dei dazi, anche in assenza di una preventiva dichiarazione del fornitore: per tutto il 2021 è sufficiente per beneficiare dell’Accordo tra Unione europea e Regno Unito. Non è necessario, inoltre, che l’esportatore sia già iscritto nel sistema unionale degli esportatori registrati Rex, potendo operare anche soltanto con il proprio codice Eori. Anche sotto tale profilo, l’intesa raggiunta introduce regole fortemente semplificate, benchè soltanto nella prima fase di applicazione. La novità dell’autocertificazione è prevista dal regolamento di esecuzione n. 2020/2254 adottato dalla Commissione europea lo scorso 29 dicembre 2020. Altri importanti chiarimenti sono contenuti nel nuovo testo della circolare n. 49 dell’Agenzia delle dogane, ri-pubblicata lo scorso 30 dicembre con il prot. 495536 e nelle relative FAQ. 

A differenza di quanto previsto dagli altri accordi di libero scambio, per gli esportatori italiani ed europei verso il Regno unito, è sufficiente un’autocertificazione dell’origine preferenziale per fruire del dazio zero alla frontiera inglese; il testo del documento è stato pubblicato in allegato alla circolare n. 49 dell’Agenzia delle dogane. Questa deroga, di portata temporanea, tiene conto dell’oggettiva impossibilità, per le imprese, di organizzare per tempo quanto normalmente necessario per l’implementazione delle nuove regole, sottoscritte il 31 dicembre e in vigore già dal giorno successivo. Di conseguenza, si è reso necessario prevedere che, in deroga agli articoli 61e 62 del regolamento UE n. 2015/2447, gli esportatori possono compilare, per tutto il 2021, attestazioni di origine per le esportazioni verso il Regno Unito anche in assenza di una precedente dichiarazione del fornitore. Tale dichiarazione potrà essere emessa successivamente, non oltre il 1° gennaio 2022 e dunque con valore anche per le operazioni già eseguite. Se entro tale data l’esportatore non sarà in possesso della dichiarazione del fornitore, deve darne informazione all’importatore Uk, entro il 31gennaio 2022.

Per gli altri accordi di libero scambio, l’agevolazione dell’esonero dai dazi è riconosciuta agli esportatori che abbiano superato un preventivo esame favorevole da parte delle autorità doganali e che possano fregiarsi del titolo di “esportatore autorizzato” o di “esportatore registrato” nel sistema Rex. In questo caso, considerato il rischio di penalizzare le esportazioni e tenuto conto dell’assenza di un adeguato periodo di preparazione, le imprese possono autocertificare l’origine preferenziale del prodotto, anche in assenza di un preventivo via libera dell’Agenzia delle dogane.

Da ricordare che il trattamento agevolato è riconosciuto alle merci che integrino due distinti presupposti. Dal punto di vista sostanziale, è necessario che il bene rispecchi correttamente le regole di origine preferenziale stabilite dall’Accordo, il quale individua una serie di criteri che variano da prodotto a prodotto. Dal punto di vista probatorio, è necessario che il bene esportato sia accompagnato da un’attestazione di origine preferenziale, che l’esportatore è tenuto a compilare, al fine di documentare le informazioni sul carattere originario dei materiali utilizzati nella sua fabbricazione. L’esportatore è responsabile della correttezza della dichiarazione di origine e delle informazioni in essa contenute.

L’Accordo prevede chiaramente il divieto, sia per il Regno Unito che per l’Unione europea, di applicare dazi doganali, sia all’importazione che all’esportazione (articoli 5, 6 e 10 dell’Accordo). Tale divieto, tuttavia, non rappresenta un automatico azzeramento per tutti gli scambi in import-export tra i due blocchi. Come già anticipato in queste pagine (Italia oggi del 2 gennaio 2020) l’agevolazione dell’esenzione dai dazi vale esclusivamente nei confronti di quei prodotti che possano definirsi di origine preferenziale, ossia che rispettino completamente i criteri stabiliti dall’Accordo.