Agenzia delle Dogane: mancata nomina del Direttore e agitazione sindacale, a rischio l’operatività

 

Annunciato blocco di due ore il 23 gennaio e manifestazione nazionale a Roma il 6 febbraio

 

 

La mancata nomina del nuovo Direttore dell’Agenzia e l’apertura di una vertenza da parte delle principali sigle sindacali (Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Confsal Unsa e Flp) rischiano di compromettere l’operatività delle Dogane nelle prossime settimane.

I lavoratori delle Agenzie Fiscali – Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Agenzia delle Entrate – hanno indetto, infatti, per il 23 gennaio il “Fisco Day”, con il blocco degli uffici per due ore – dalle ore 10.00 alle ore 12.00 – e per il 6 febbraio una manifestazione nazionale a Roma con presidio davanti alla sede del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La presa di posizione dei sindacati arriva in risposta allo stallo decisionale del Governo in relazione alle nomine dei vertici delle due Agenzie – che va avanti da oltre un mese – e alla cronica carenza di personale e di risorse finanziare che mettono a rischio la qualità del servizio pubblico reso ai cittadini e alle imprese.

La situazione è tantopiù seria per l’Agenzia delle Dogane, chiamata ad affrontare e gestire già dal prossimo 31 gennaio gli effetti della Brexit, con (secondo fonti sindacali) una carenza di personale di almeno 3.000 unità, senza le risorse necessarie e senza il suo Direttore, dopo la mancata riconferma di Benedetto Mineo alla guida per effetto dello spoil system. Inoltre, si aggiungono ad un quadro già critico le tensioni internazionali degli ultimi giorni, che lasciano presagire l’introduzione di nuovi Dazi ed embarghi che graveranno su operatori economici ed enti preposti ai controlli sulla merce.

Sul punto si è espressa lo scorso 7 gennaio anche Confetra, con una lettera del suo Presidente, Guido Nicolini, al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella quale si auspica una scelta rapida e in continuità operativa per il vertice delle Dogane, per permettere alle imprese di operare in un quadro stabile, fatto di regole e referenti istituzionali e amministrativi certi.

Intanto sul territorio si registrano gravi criticità che ancora non hanno soluzione: l’Ufficio doganale di Genova Sampierdarena, tra le sezioni doganali più importanti d’Italia (con oltre 20.000 controlli ogni anno), è chiuso da novembre scorso per inagibilità delle strutture, con gravi disagi per l’operatività degli uffici. A Ravenna, invece, i sindacati denunciano una carenza d’organico ormai insostenibile: mancherebbero, infatti, 32 lavoratori (sui 57 presenti) per garantire la piena operatività del porto, unico scalo dell’Emilia-Romagna.