13 febbraio, “E se rovesciamo Venezia?”: spedizionieri, agenti marittimi, terminalisti e industriali uniti per garantire un futuro al porto di Venezia

 

Giovedì – 13 febbraio – a partire dalle ore 10.00 presso il Venezia Terminal Passeggeri (Stazione Marittima di Venezia) avrà luogo l’evento-manifestazione “E se Rovesciamo Venezia?”, promossa da Assoagenti e alla quale hanno aderito tutto il mondo imprenditoriale lagunare e il cluster marittimo portuale a livello locale e nazionale.

Spedizionieri, agenzie marittime, terminalisti, armatori, e industriali – con l’appoggio esterno delle parti sindacali – faranno sentire la loro voce per sbloccare la situazione del porto di Venezia, la cui sopravvivenza e competitività a livello commerciale sono messe a rischio da anni a causa di ritardi burocratici e immobilismo della politica sulla manutenzione ordinaria portuale.

I mancati escavi dei canali e la conseguente riduzione del pescaggio ha reso, infatti, sempre più difficoltosa l’accessibilità al porto per navi, che per effetto del mercato, sono sempre più grandi. Non a caso a gennaio la Ocean Alliance ha dichiarato che a partire dal prossimo aprile non scalerà più Venezia con servizio diretto dall’Asia a causa dell’insabbiamento dei fondali: una decisione che, secondo Pino Musolino, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale, comporterà una perdita su base annua di 50 milioni di ricchezza generata dal sistema portuale e che rischia di far perdere al porto la propria centralità come hub logistico per il sistema imprenditoriale e produttivo del Nord Est.

Per queste ragioni, Fedespedi e il nostro sistema confederale hanno deciso di dare pieno sostegno alla causa, aderendo all’iniziativa. Tra i relatori del convegno – dal titolo “Un futuro per la città-porto. Il porto è vita, Venezia è viva” e moderato dal giornalista Luca Telese – ci sarà anche il Presidente di Fedespedi, Silvia Moretto:Da circa un anno cattiva burocrazia e processi decisionali lunghi e farraginosi stanno bloccando il dragaggio dei canali del porto di Venezia: un’attività di manutenzione “ordinaria”, che l’Autorità di Sistema Portuale si trova nell’impossibilità di svolgere, nonostante assicurare l’accessibilità nautica sia uno dei suoi principali compiti. Come sappiamo bene noi operatori, questo immobilismo, questa incapacità del pubblico di assumere decisioni semplici ma fondamentali per il futuro del porto e del suo indotto, non sono a costo zero: quest’anno Venezia – un porto che produce 21 miliardi di ricavi, impiega oltre 92.000 addetti e 1.260 aziende – ha perso un importante servizio diretto, operato da Ocean Alliance. Proprio la settimana scorsa, a Milano durante l’evento Shipping Forwarding & Logistics meet Industry, ho sottolineato come la competitività del nostro Paese, da un punto di vista produttivo e logistico, si giochi sulla connettività, sulla sua capacità di attivare e mantenere collegamenti e qualità dei servizi alla merce. Ebbene: questo è uno dei tanti casi di come in Italia le cose vadano esattamente nella direzione opposta. Per questo abbiamo deciso di aderire come Fedespedi all’evento “E se rovesciamo Venezia?” il prossimo 13 febbraio: per dare risonanza nazionale e sensibilizzare le istituzioni su un problema che non è solo di Venezia, su un tema che sta a cuore a tutta la comunità logistica italiana.

Inoltre, parteciperanno alla manifestazione il nostro Vicepresidente con delega allo Shipping e Presidente di Assosped Venezia, Andrea Scarpa, il Presidente di Confetra Nord-Est, Paolo Salvaro, il Presidente di Assiterminal, Luca Becce, Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia, Pino Musolino, Presidente AdSP Mar Adriatico Settentrionale e i rappresentanti di Confindustria, Camera di Commercio e Confcommercio Venezia (clicca qui per il programma completo). 

Al termine del convegno verrà firmato da tutti i partecipanti il manifesto del “fronte del porto” lagunare.