14° Fedespedi Economic Outlook. MORETTO: crescente complessitā č opportunitā per spedizionieri  Stampa   Invia  07/03/2019 16:58

E' disponibile su questo sito nella sezione Documenti il 14° quadrimestrale di informazione economica “Fedespedi Economic Outlook” pubblicato dal nostro Centro Studi, con i dati relativi al II semestre 2018.

 

Dallo studio emerge quanto grandi incertezze gravino sulla traiettoria a breve del ciclo economico italiano, spingendo imprese e consumatori a scelte prudenziali.

Le questioni “aperte” che hanno ridotto la crescita degli scambi internazionali nel 2018 e che iniziano a pesare sull’export (-0,4% a novembre 2018) e import (-2,2% a novembre 2018) italiani sono:

  • le politiche protezionistiche e daziarie di Trump e le lunghe trattative commerciali tra USA e Cina;
  • la flessione della crescita cinese;
  • il conseguente rallentamento delle economie dell’eurozona nel 4° trimestre del 2018
  • l’incognita Brexit e il rischio di un mancato accordo tra UE e Regno Unito: non dimentichiamo che il Regno Unito è il 5° partner commerciale dell’Italia, vale il 5,5% dell’export nazionale ed è tra i Paesi con i quali abbiamo il saldo commerciale positivo più alto (export: 21,208 miliardi di euro; import: 9,906 miliardi di euro), insieme a Stati Uniti, Francia e Svizzera;
  • gli embarghi verso Russia e Iran.

 

Tuttavia, l’export italiano continua a crescere (+3,8% nei primi 11 mesi del 2018, in calo rispetto al +7,4% del 2017 e appena sotto l’export mondiale, che fa segnare +4% nel 2018, anch’esso in calo rispetto al +5,3% del 2017). I risultati migliori sono verso l’Africa (+8,2%) e l’Asia Centrale (+17,4%), oltre che verso l’UE a 28 (+5,3%, nostro tradizionale bacino di destinazione). Per quanto riguarda il saldo commerciale, i Paesi con cui abbiamo maggior deficit rimangono Cina, Paesi Bassi, Germania e Belgio.

 

Questo il commento del Presidente, Silvia Moretto: “Come sappiamo, le aziende italiane sono fortemente orientate all’export. Dunque, tanto più in questo momento di incertezza e di crescente complessità dello scenario del commercio internazionale, la professionalità dello spedizioniere internazionale, partner strategico delle imprese che decidono di internazionalizzare la propria attività, può fare la differenza e può rappresentare la leva di crescita per la manifattura, soprattutto se si parla di MPMI.
Preoccupa di più, invece, il dato sulla flessione del traffico dei porti italiani (-2,4%) in controtendenza rispetto al +8,8% degli altri porti del Mediterraneo e alla continua crescita di quelli del Nord Europa. La perdita di competitività è un grave fattore di rischio per l’Italia e questo ritardo va recuperato con un gioco di squadra tra pubblico e privato per il miglioramento dell’efficienza dei sistemi di controllo delle merci in entrata/uscita, per migliorare il servizio reso alle imprese importatrici ed esportatrici”.


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