SHIPPING / FEDESPEDI chiede all'UE linee guida chiare e controlli certi sulle nuove grandi Alleanze  Stampa   Invia  21/12/2018 10:36

Fedespedi – come sostenuto da Confetra a livello nazionale e dal CLECAT a livello europeo – in linea di principio non è favorevole alla conferma “tout court” (oltre il termine ad oggi previsto, del 25 aprile 2020) delle attuali deroghe alla normativa antitrust per i Consorzi tra le compagnie di navigazione. Ritiene, piuttosto, che la Commissione europea debba definire al più presto linee guida chiare e trasparenti e si-stemi di monitoraggio e controllo effettivo per il settore, perché si evitino e si scoraggino comportamenti potenzialmente collu-sivi e oligopolistici, a discapito dell’efficienza delle supply chain. D’altra parte, le norme europee (art. 81 par.3 del Trattato costitutivo della Comunità Europea e successivo art. 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea) già ammettono la possibilità di dare vita ad accordi o pratiche coordinate, a condizione che contribuiscano “a migliorare la produzione o la distribuzione dei prodotti o a promuovere il progresso tecnico o economico”.


Negli ultimi 10 anni il mercato del trasporto marittimo è profondamente cambiato: l’abolizione delle Conference, il fallimento di grandi compagnie marittime, la corsa al gigantismo navale e la recente formazione di tre grandi Alleanze armatoriali hanno, di fatto, reso obsoleto l’attuale regolamento di esenzione per i Consorzi ((CE) n. 906/2009, noto come “Consortia Block Exemption Regulation” o BER) e creato un forte sbilanciamento contrattuale a favore delle compagnie di navigazione, a scapito di porti, terminalisti e logistica in generale.


Questo il commento del Presidente Roberto Alberti, che dà voce alla denuncia della Se-zione Marittima di Fedespedi: “Un mercato ristretto a pochi grandi player non può essere sinonimo né di concorrenza, né di libertà contrattuale. L’ultima evoluzione del mercato dello shipping, con la creazione di tre Alleanze che agiscono, nella sostanza, come oligopoli, ha creato una situazione insostenibile; a pagarne il prezzo più alto è la merce, con una sempre minore possibilità di scelta e un servizio spesso di bassa qualità in termini di tempistiche, flessibilità ed efficienza. L’UE deve vigilare e garantire una reale concorrenza nel settore dello shipping”.


Fedespedi, CLECAT e Confetra hanno partecipato alla consultazione promossa lo scorso 27 settembre 2018 dalla Commissione europea e che si è chiusa il 20 dicembre 2018 dando parere negativo all’ipotesi di una proroga “incondizionata” del Regolamento di Esenzione per categoria sugli accordi commerciali tra le compagnie di navigazione.

Inoltre, la Federazione, in questi mesi, ha contribuito a definire la posizione della categoria dei freight forwarders in sede europea, lavorando insieme al CLECAT (che presto pubblicherà un position paper su questo argomento).


Si ricorda che gli spedizionieri internazionali rappresentano, a livello europeo, una quota più che significativa degli utenti dei servizi delle compagnie marittime, gestendo oltre il 60% di tutta la merce trasportata via mare.

 

Leggi il Comunicato Stampa di Fedespedi



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